Vaporetto ACTV (1994)

Vaporetto ACTV (1994)

Le sperimentazioni sul vaporetto di Venezia furono le prime eseguite dal Dipartimento di Ingegneria Navale al fine di indagare sulle condizioni di esercizio di mezzi navali; fornirono le conoscenze e le informazioni di base sulle quali sarebbe stato costruito il progetto "LIUTO".
La ricerca nacque dalla rinnovata sensibilità dell'ACTV (Associazione del Consorzio dei Trasporti Veneziano - Azienda veneziana che gestisce il trasporto pubblico di terra e d'acqua) nei confronti dell'impatto ambientale provocato dal passaggio delle imbarcazioni a motore nei canali ed in laguna.
Il moto dei vaporetti genera impatto ambientale sotto forma di inquinamento gassoso (emissioni allo scarico) ed idrodinamico; quest'ultimo consiste, fondamentalmente, nel danno alla stabilità delle banchine di contorno ai canali causato dal moto ondoso generato dal passaggio dei natanti.
La prima di queste due componenti fu studiata dapprima misurando e studiando le emissioni prodotte dai motori dei vaporetti (per la prima volta si arrivò a quantificare tale tipo di inquinamento) e poi immaginando un sistema di propulsione alternativo in grado di contenerle; la seconda avrebbe costituito uno dei principali obiettivi del progetto "LIUTO".
Contestualmente alla valutazione dell'impatto ambientale si rese necessario disegnare un quadro credibile di riferimento per le modalità operative del vaporetto ossia misurare i parametri di navigazione e propulsione del natante nel suo normale esercizio di linea.
Il programma si compose di numerosi momenti di ricerca; uno di questi, finalizzato a migliorare la qualità dei dati presi a bordo, è consistito nella taratura statica sull'asse del vaporetto. L'operazione, eseguita nel 1996 presso l'Istituto Motori del CNR di Napoli in cooperazione con ACTV, previde una serie di test per i quali fu costruita ed utilizzata un'attrezzatura ad hoc.

Sibilla (1994)

Sibilla (1994)

Lo studio del funzionamento del traghetto in esercizio nel golfo di Napoli si inserì nell'indagine sulla migliorabilità delle condizioni di esercizio di quel tipo di natante dal punto di vista dell'efficienza di propulsione, della qualità della navigazione, dell'impatto ambientale.
Tale programma si fondò sulla valutazione del funzionamento del parco esistente; misurando i parametri di propulsione e navigazione e studiandone i valori assunti durante l'esercizio dell'imbarcazione, si è potuto arrivare a conclusioni concrete circa i margini di miglioramento nell'immediato e nella prospettiva dell'adozione di soluzioni alternative sulle unità esistenti e sulle nuove costruzioni.

LIUTO (1997 - 2000)

LIUTO (1997 - 2000)

Il progetto LIUTO, sviluppato in partnerato con istituzioni industriali e di ricerca europee nel quadro di un programma CE, fu ideato con la finalità di realizzare un battello innovativo destinato alla navigazione lagunare con basso impatto ambientale.
Il Dipartimento di Ingegneria Navale di Napoli è stato coinvolto nella progettazione avanzata del battello e nella messa a punto della strumentazione necessaria alla valutazione dell'efficienza di funzionamento del battello.
Della prima fase si sono occupati gli architetti navali del Dipartimento, segnatamente i professori MirandaSalvatore Miranda – ING-IND/01 associato; insegna “Laboratorio di Ingegneria Navale” e “Architettura Navale” per la laurea triennale. e PensaClaudio Pensa – ING-IND/01 ricercatore; insegna “Architettura Navale II” per la laurea specialistica..
L'attività di ricerca relativa alle verifiche di contenimento dell'impatto ambientale del battello è stata curata da noi impiantisti e si è sviluppata in tre fasi: una di messa a punto degli strumenti "in casa" presso il laboratorio di Impianti Navali del Dipartimento di Ingegneria Navale, una di pre-prova della strumentazione sul campo e, infine, nella vera e propria campagna di prove sul battello per eseguire il raffronto tra l'impatto ambientale di quest'ultimo e di quello convenzionale.
LIUTO (1997 - 2000)

Tra queste fasi si sono intercalati studi specifici volti a risolvere problemi di funzionamento della strumentazione oppure a migliorarne l'efficienza e l'applicabilità nel caso specifico.
La temporanea indisponibilità delle attrezzature dipartimentali ci ha costretto a compiere alcune fasi della ricerca all'esterno; è il caso del fermo della vasca all'inizio del 2000 che ci costrinse a fare prove di funzionamento dei sensori in quella dell'Università di Trieste.
In altri casi, la mancanza di alcune strumentazioni nei nostri laboratori è stata compensata dalla collaborazione con enti vicini come accadde quando ci trasferimmo nei laboratori del Dipartimento di Idrodinamica per eseguire prove sul comportamento dinamico dei sensori destinati a leggere il flusso d'acqua generato dal passaggio del vaporetto.

Achernar (2001 - 2005)

Achernar (2001 - 2005)

Il successo del progetto LIUTO convinse il gruppo di Impianti della validità delle indagini sul funzionamento in esercizio delle navi; in cooperazione con CaReMar, la compagnia che gestisce le relazioni marittime tra Napoli e le isole del Golfo, si intraprese un filone di studi avente per oggetto un catamarano destinato al servizio pubblico tra Napoli, Capri ed Ischia.
In collaborazione con i colleghi di Architettura Navale, utilizzando i risultati del monitoraggio dell'imbarcazione nonché alcune prove eseguite ad hoc nella vasca navale del Dipartimento di Ingegneria Navale, si eseguirono alcuni studi volti a risalire alle condizioni reali di efficienza dei propulsori del catamarano, campo nel quale esiste una disponibilità limitatissima di dati affidabili.
Achernar (2001 - 2005)

Oltre a ciò, è stato possibile identificare una metodologia da estendere alle indagini sui vari tipi di imbarcazione della marineria operante al fine di monitorarne le condizioni di funzionamento.
Questa attività di ricerca fu bruscamente interrotta proprio a causa della dirigenza del mio settore che, in vari modi, iniziò ad ostacolare le operazioni di ricerca ed a mostrare già chiaramente quei segni di ostilità verso gli impiantisti che avrebbero portato alla conduzione ed alla conclusione che sappiamo del "bel concorso".

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