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In queste note viene tracciato un profilo almeno essenziale della mia identità culturale, dell'inserimento nel Dipartimento di Ingegneria Navale, delle attività principali che ho sostenuto, del rapporto creatosi con i colleghi e di tutto ciò che può aiutare a comprendere il perché di scelte, posizioni, situazioni, ecc.

- L'approccio con l'Ingegneria Navale

Quando, nel 1982 mi avvicinai all'Ingegneria Navale, ero già laureato in Ingegneria Meccanica; attratto da sempre dalle tematiche di natura navale, decisi di approfondire le conoscenze in quel campo anche perché l'idea della carriera universitaria mi arrideva non poco e pensavo che rimanere nell'ambito accademico potesse dare maggiori possibilità di successo.

La prima laurea era stata piuttosto prestigiosa: 110 e lode con una media base molto alta; da studente di Ingegneria Navale e Meccanica venni tenuto sul palmo di una mano da tutti i professori di cui seguivo i corsi e con cui sostenevo esami, tanto da prendere tutti trenta e trenta e lode agli esami di profitto e da laurearmi, nel 1985, con un altro 110 e lode.

Ma la musica cambiò bruscamente quando, ancor prima di laurearmi, vinsi il concorso per il II ciclo del Dottorato di Ricerca, primo nell'ambito del Dipartimento di Ingegneria Navale. Data la mia estrazione di ingegnere meccanico, decisi di interessarmi di Impianti Navali, una delle tre discipline che si studiavano (allora come ora) in Dipartimento, certamente la più vicina alle mie competenze.

Questa scelta, unitamente a quella che fece l'unico altro dottorando di ricerca arruolato nello stesso ciclo, l'ing. Salvatore Arena che decise di interessarsi di Costruzioni Navali, determinò un forte malumore di alcuni professori di Architettura - in particolar modo i professori Pasquale CassellaPasquale Cassella –ING-IND/01 ordinario in pensione; ha insegnato “Statica della Nave” per la laurea triennale. È uno dei quattro professori che furono indicati come protagonisti delle azioni di contrasto ad alcuni candidati verificatesi nel “bel concorso” nonostante afferisse a SSD diverso da quello del bando. e Giulio Russo KraussGiulio Russo Krauss – ING-IND/01 ordinario; insegna “Progetto della Nave” per la laurea specialistica. È uno dei quattro professori che furono indicati come protagonisti delle azioni di contrasto ad alcuni candidati verificatesi nel “bel concorso” nonostante afferisse a SSD diverso da quello del bando. - i quali, evidentemente, speravano che dal concorso per il dottorato uscisse qualche ingegnere disposto ad interessarsi della loro materia.

E così, lo sviluppo e l'epilogo del dottorato ebbero connotati particolari ed iniziai a saggiare l'ostilità di una parte del Dipartimento. Il tutore degli studi era il prof. Antonio PaciollaAntonio Paciolla – ING-IND/02 (provenienza Impianti) associato; insegna “Impianti di Propulsione Navale I” per la triennale e “Impianti di Propulsione Navale II” per la specialistica. Oltre ai ricercatori napoletani candidati al concorso è l’unico altro docente napoletano proveniente dal sottosettore di Impianti Navali. che durante il periodo in questione (1986 - 1988) ebbe problemi personali assai gravi nonostante i quali seguì interamente il corso di dottorato e lo portò a conclusione.

Al momento della discussione della Tesi di Dottorato, mi toccò la prima esperienza negativa in un concorso universitario, di quelle che si sarebbero ripetute più volte in futuro.

La commissione era composta da due ordinari di Architettura Navale (i professori Sergio Marsich di Genova e Antonio Cardo di Trieste) ed un'associata di Costruzioni Navali (prof.ssa Donatella MasciaDonatella Mascia – ING-IND/02 associato (provenienza Costruzioni); insegna a Genova “Costruzioni Navali 4” e “Costruzioni Navali 6” per la laurea specialistica. È stata membro della commissione del “bel concorso”.); dovevo essere giudicato, quindi, da una commissione formata interamente da esperti di settori diversi dal mio (Impianti Navali).

Ricordo un particolare che avrei compreso molto tempo dopo quella triste giornata; immediatamente prima dell'esame finale del dottorato (che allora era complicato dal fatto che la commissione giudicatrice era formata da commissari esterni alla sede del dottorando che, perciò, non avevano potuto seguire lo sviluppo né del dottorato né della Tesi finale) il prof. Cardo mi chiese, con tono particolarmente ufficiale, se avessi trasmesso al Ministero copie delle pubblicazioni realizzate oltre alla Tesi. Alla mia negazione - perché avrei dovuto farlo? - mi informò che sarei stato giudicato esclusivamente sulla base del lavoro svolto nella Tesi. La cosa suonava male ma lì per lì non riuscii a capire il perché del problema che mi era stato posto.

Conclusione: nonostante le condizioni difficili del dottorato, che era il primo in Impianti Navali, condotto in condizioni precarie ma con impegno costante da parte del mio tutore e mia, venni bocciato.

- Il concorso a ricercatore e l'inserimento

Non aver preso il dottorato costituiva un forte ostacolo all'avvio della carriera universitaria; eppure, dopo un primo tentativo fallito, riuscii a vincere un concorso da ricercatore ed entrai in ruolo. Per mia fortuna, allora le commissioni non erano così "bloccate" come adesso; mi capitarono tre professori non particolarmente ostili e vidi riconosciuto - credo sia stata l'unica volta - il merito degli studi che avevo compiuto all'Università.

Entrato in ruolo da ricercatore continuai ad occuparmi di Impianti Navali e, insieme ai colleghi BalsamoFlavio Balsamo – ING-IND/02 (provenienza Impianti) ricercatore; insegna “Gestione degli Impianti di Bordo” (modulo di “Impianti Navali”) per la laurea triennale e “Impianti di Propulsione III” per la specialistica. È stato uno dei candidati al “bel concorso”. e PaciollaAntonio Paciolla – ING-IND/02 (provenienza Impianti) associato; insegna “Impianti di Propulsione Navale I” per la triennale e “Impianti di Propulsione Navale II” per la specialistica. Oltre ai ricercatori napoletani candidati al concorso è l’unico altro docente napoletano proveniente dal sottosettore di Impianti Navali., posso dire di aver contribuito allo sviluppo di questo settore.

Naturalmente, ero immerso in quel clima poco simpatico che c'era in Dipartimento in cui litigi, ripicche, minacce erano all'ordine del minuto secondo; ero inseguito costantemente dall'ostilità di CassellaPasquale Cassella –ING-IND/01 ordinario in pensione; ha insegnato “Statica della Nave” per la laurea triennale. È uno dei quattro professori che furono indicati come protagonisti delle azioni di contrasto ad alcuni candidati verificatesi nel “bel concorso” nonostante afferisse a SSD diverso da quello del bando. e Russo KraussGiulio Russo Krauss – ING-IND/01 ordinario; insegna “Progetto della Nave” per la laurea specialistica. È uno dei quattro professori che furono indicati come protagonisti delle azioni di contrasto ad alcuni candidati verificatesi nel “bel concorso” nonostante afferisse a SSD diverso da quello del bando. che non mancavano mai di mettere i bastoni tra le ruote.

Tanto per fare alcuni esempi del livello cui possono degenerare simili situazioni, CassellaPasquale Cassella –ING-IND/01 ordinario in pensione; ha insegnato “Statica della Nave” per la laurea triennale. È uno dei quattro professori che furono indicati come protagonisti delle azioni di contrasto ad alcuni candidati verificatesi nel “bel concorso” nonostante afferisse a SSD diverso da quello del bando. fu capace di negarmi esplicitamente l'utilizzo di un proiettore che aveva in custodia quando quello che utilizzavo per fare lezione si guastò; arrivò persino a declinare le sue prerogative di decano del settore pur di prendersi un tavolo (!) che era stato convenuto finisse nel mio studio.

Comunque sia, per grazia di Dio, di certo la mia attività in Dipartimento non è stata caratterizzata soltanto da queste squallide scenette; posso dire con orgoglio di aver avuto, nel corso degli anni, le soddisfazioni che competono ad una posizione accademica interpretata dignitosamente. Sin dall'ingresso in ruolo ho sostenuto un'attività di ricerca prevalentemente sperimentale che mi ha permesso di presentare a congressi internazionali e su riviste specializzate più di trenta lavori. E sul piano didattico ho tenuto - dopo averli organizzati da zero o rivisti radicalmente - molti corsi che mi hanno impegnato in un'attività didattica piuttosto intensa.le mie osservazioni...

 
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